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Il nostro paese ha una originale caratteristica, fra le svariate altre, di essere il primo ad inventare sistemi o prodotti o ricerca in un determinato settore e poi negli anni ci si accorge che quelle iniziative sono state abbandonate in Italia ed altri paesi su di esse hanno costruito dei colossi industriali. Questo vale particolarmente per le macchine per produrre energia elettrica sfruttando l’energia eolica.
Negli anni 70 e 80 furono intrapresi importanti studi sia da Ansaldo e successivamente da ENEA sulle tecnologie per le macchine eoliche, alcune aziende si misero a produrre vari tipi di generatori, poi tutto andò perduto sia in conseguenza dello smembramento delle Partecipazioni Statali, che per la mancanza di lungimiranza. Nel frattempo Germania, Danimarca, Stati Uniti e Spagna hanno sviluppato industrie potentissimi che hanno invaso un mercato in crescita del 20-50% l’anno.
La maggior parte delle macchine eoliche installate in Italia sono riconducibili alla Vestas ed alla tecnologia del grande eolico. Tali macchine nascono per territori e caratteristiche anemologiche atlantiche, in cui gli aspetti di impatto ambientale sono meno significativi che nei paesi del Mediterraneo, ed inoltre sono sistemi ottimizzati per regimi di vento costanti.
Il nostro obiettivo è quello di realizzare macchine eoliche nella fascia fra i 50 ed i 100 kW, le cui caratteristiche tecnologiche si adattino alle condizioni di vento incostante e turbolente tipiche del bacino del Mediterraneo e che oltre ad avere un basso impatto ambientale permettano investimenti singoli di medio valore, e quindi più accessibili ad un più alto numero di investitori.
Sviluppo del progetto di base e prototipo di una macchina eolica da 50 kW nominali, progetto in corso con il Consorzio Tecnotiberis e il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Fluidodinamica di Roma 3.

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